
"VAN Gaug"
Era da oltre vent’anni che volevo fare qualcosa su Van Gogh. Ben prima che esplodesse una certa vangoghmania, immersiva e non. Facevo altre cose ma Vincent era sempre lì: ogni tanto “mi veniva a trovare". Finché, nell’estate 2022, si è messo davanti a me e mi ha detto: ora o mai più! Ho iniziato a “progettare” con convinzione la scacchiera, l’ho cominciata il 21 novembre 2022 e non l’ho finita nel novembre 2024. Dico NON l’ho finita perché, anche questo è un gioco, ho deciso che non la finirò mai.
Dopo aver “scoperto” la Sclerosi Multipla nel ’17, dopo lo spavento del Covid a marzo del ’20, dopo un’operazione per me noiosa nel ’22, con la pressione sotto pressione, con l’emocromo ballerino e con l’occhio rimastomi dal 1986 che fa le bizze, dopo tutte queste “normalità”, ho cominciato a pensare che, forse, stavo invecchiando e che, assai probabilmente, non sono immortale. Siccome quando l’ho iniziata, mi sono chiesto, sul serio, se sarei riuscito a finirla, ho deciso di decidere io: non la finisco. Ovviamente un po’ è un “trucco”, ma non del tutto perché ho visto che avrei ancora cose da aggiungere. Tanto per “alleggerire”. Se lo farò: bene. Se non lo farò: bene. All’inizio del progetto, i pezzi avrebbero dovuto essere i “ritratti” da un lato e gli “autoritratti” dall’altro, con soluzioni per Torri e Cavalli estrapolate sempre dai suoi quadri. Ma, vedendo il risultato del bordo (composto di 20 quadri) talmente ricco, talmente colorato da risultarmi un po’ “stracarico”, ho pensato fosse meglio non aggiungere quadri a quadri. Bene. Ma come fare i pezzi, allora? Visto che oso e mi permetto di fare Van Gogh, di giocare con lui… beh, giochiamoci fino in fondo! Da una parte c’è lui con la sua vita e i suoi dipinti e dall’altra ci sono io con la mia vita e
i miei lavori. Ad ogni pezzo che lo rappresenta, corrisponde un pezzo che rappresenta me.


























